Noemi's profileWatercrystalPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
WatercrystalIl mare urla sotto il sorriso della Luna... |
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mi osservo e vedo..Mi sembra di vivere in un presente fin troppo instabile...destinato proprio adesso tra qualche minuto quasi a cambiare..come una scossa di terremoto che in poco tempo ti costringe a riorganizzare tutta la tua persona e gli adattamenti a cui ti eri apoggiato..vorrei poter continuare a contare sulle persone sulle quali conto adesso,ma mi sembra come aprire un nuovo investimento in una compagnia che sta fallendo...col rislutato che mi sento rimasta l'unica a credere in un'ideologia che non è più adeguata ai tempi..ferma mentre il mondo cammina...un accanimento a investire su me e gli altri piuttosto che su me e le mie passioni...speriamo di cambiare.. limiti dei rapportiTra le persone c'è poca comunicazione...magari c'è chi si sforza di parlare,di chiarire...di mostrare il proprio punto di vista sperando che sia compreso a 360°..ma sono proprio i canali a essere diversi..troppo spesso paralleli...quando due persone non vanno d'accordo probabilmente è anche perchè il punto di vista dell'uno sembra completmanete allucinante all'altro...e viceversa...
Interpreti nelle realzioni non ce ne sono...non c'è chi detiene il senso assoluto della frase di una persona ed è in grado di tradurla nel linguaggio dell'altra..all'inizio pensavo ci fosse...adesso credo che lo scontro sia inevitabile..e che due persone destinate a non capirsi..non si capiranno mai del tutto..senza essere tragici..per carità..due persone che non si capiscono su una determinata questione non è detto che non possano andare d'accordo...anche perchè penso sia questione di tutti i rapporti..mi chiedo solo come mai ci siano cosi tante lacune..come mai se unapersona soffre,l'altra non lo verrà mai a sapere,perchè non le verrà detto e perchè non si immagina che qualche sua azione possa aver ferito cosi tanto...
la trovo una condizione molto penosa dell'essere umano...questa condizione di solitudine che viene perennemente combattuta con ripetuti e infiniti insuccessi..sentirsi soli con il proprio punto di vista,è qualcosa che davvero succede a tutti?o c'è qualcuno che sa perchè lo sente che in ogni circostanza per quanto si sia dalla parte del torto o dalla parte della ragione o da nessuan parte,l'altra persona sia sempre in grado di capire davvero quello che proviamo?e noi poi saremmo in grado di ricambiare il favore?
in fondo il rancore e il dolore nascono proprio da questa grossa carenza.. wowNon ci si può scordare di un grande dolore...e allora si perdono cose e persone,perchè non si è capaci di dimenticare...ogni errore taglia la pelle di qualcuno,e quando la lama va troppo in profondità per tutta la vita toccandoti la cicatrice proverai dolore...
che immensa tristezza..e rabbia..e schifo..e amore.. passioni e amorila passione troppo intensa distrugge tutto ciò che incontra..forse anche la stessa energia che la fa nascere...eppure ti consuma inmaniera cosi viscerale che si fa ricordare..si fa sentire,con prepotenza ti ricorda che ti sta dominando,che ti puo sbattere contro un muro,che ti puo far piangere dalla gioia...passione da un lato..amore equilibrato dall'altro..amore che dura,che non scoppia e che non si spegne...resta a parlare sottovoce..ti accompagna,di aiuta,ti rafforza....
è possibile provare una passione violenta che duri?che duri per sempre?una passione che ti faccia stringere il cuore e poi te lo riempi di tutto e poi non si bruci mai?e se è possibile è qualcosa che puo trovare un suo equilibrio o diventa il tasto di autodistruzione di una persona?di disintegrazione di cuore,mente e anche corpo?qualcosa di forte implica davvero tutti noi stessi..sembra cosi agghiacciante la prospettiva...e cosi priva di vita quella di un amore sempre calmo...qualcuno potrebbe pensare"ma una via di mezzo no"? si penso che come al solito la via di mezzo sia l'unica soluzione plausibile ed efficace sotto ogni punto di vista eppure vi è mai capitato l'estremo?nell'uno o nell'altro verso?dovendo scegliere...cosa scegliereste?e io?chissa che cavolo di tipo sono...forse gia lo so..anzi lo so..e proprio per questo ho paura della disintegrazione psichica...
La Passione porta alla Follia..
E' solo nella follia che non temo di trovare me stessa...
Buonanotte a tutti...ciao.. si può amare incondizionatamente?Beh sicuramente la domanda è più o meno retorica...ci sono molte persone che riescono ad amare inondizionatamente...allora la domanda forse più corretta sarebbe..chi è capace di amare incondizionatamente e chi no e da cosa dipende il riuscirci o meno...Pitula mi ama incondizionatamente..mi seguirebbe ovunque vado,le piaccio anche quando sono appena sveglia e non le interessa neanche se puzzo o meno..c'è sempre,mi guarda sempre,mi sorride sempre...io amo incondizionatamente pitula..potrei dormire nella cuccia con lei,potrei accarezzarla tutto il giorno e trovarla sempre ogni minuto più bella..bene..con gli esseri umani esattamente come funziona?o almeno..non è facile allo stesso modo...c'è qualche freno che si instaura nel rapporto,un piccolo parapetto tra te e il resto...se ti butti ti fai male quindi scendi più piano,con un cane mi butto e finisco sull'erba,con un uomo,diciamo,è più profondo..non mi butto,ma perchè?cosa frena nei rapporti?perchè ci sono un sacco di persone che di se stessi non mostreranno mai tutto a un altro,persone che si conservano un angolino di solitudine,che non si lasciano andare a ogni impulsività affettiv a...sono io che la vedo cosi oppure è vero?e se è vero,che si può fare ? perchè piacciono gli animali?e dopo avervi profondamente deliziato con le foto dei miei bellissimi animali(soprattutto pitula ihihi) mi chiedo come cavolo avrei fatto e farei senza di loro...mi chiedevo ieri per qualche ragione potessero attrarre tanto gli animali..come mai sentiamo il bisogno di tenerli con noi..per quanto mi riguarda è perchè sono..sinceri..puri...senza paure che impediscano ai sentimenti di venir fuori...si manifestano e basta...!per voi?
ps in questo momento pitula sta sognando e scalcia come una mongoloide!dis la cativeria,il perdono,isentimenti..Oggi mi è venuto in mente di chiedermi cosa fosse la cattiveria,se esistesse,se veramente quella che noi riteniamo essere gratuita lo sai realmente.o non sia una semplice risposta o reazione a quello che la vita ci ha fatto nel lontano o in un pioù vicino passato...cert persone,le chiamiamo cattive perchè non capiamo forse perfettamente quello che accade loro dentro,il perchè di certi atti,di certe parole,di certi sentimenti...un maniaco che violenta una ragazza o un bambino è possibile che si a stato violentato da bambino a sua volta e cosi via(ad esempio)..
questo non è ovviamente una riflessione sufficiente a giustificare quotidianamente qualcuno o tutti..però mi sento di perdonare chi mi ha fatto del male,e probabilment a tempo debito,chi me ne ha fatto oggi o chi lo farà domani..mi sento anche di non arrabbiarmi troppo con chi non mi capisce e si arrabbia con me per questo..a volteè frustrante e fa incazzare non sentirsi capiti e sentirsi dire cose che non risèpecchiano quello che pensiamo,ma deriva anche da incomprensioni,da differenze individuali..penso che la vita a volte può fare male..però alcune cose possono anche non ferirti se ti rendi conto che le persone che ti circondano,nonostante gli sbagli che commettono ti vogliono bene(ovviamente non tutte quante)...e perdonare può aiutare a capire che sostanzialmente quello che conta davvero sono i legami,anche sepiù stretti sono più male fanno...
dis
ringrazio per questa semi riflessione saverio e jovanotti...
che ne pensate?? RED SHOESC'era una volta una povera orfana che non aveva scarpe.
Un giorno, mentre percorreva faticosamente una strada, vestita dei suoi stracci e con le scarpette rosse ai piedi, una carrozza dorata le si fermò accanto. La vecchia signora che la occupava le disse che l'avrebbe portata a casa con sé e l'avrebbe trattata come una sua figlioletta. La bimba era molto triste perché era costretta a stare sempre ferma e tranquilla, a parlare senza saltellare e soltanto se interrogata. Poiché la bambina era abbastanza grande da ricevere la cresima, la vecchia signora la portò da un vecchio calzolaio zoppo, per acquistare una paio di scarpe speciali per l'occasione. In vetrina facevano bella mostra di sé un paio di scarpe rosse confezionate con la pelle più morbida che si possa trovare. La bimba, spinta dal suo cuore affamato, subito le scelse. La vecchia signora ci vedeva così male che non si accorse del colore e glie le comprò. Il vecchio calzolaio strizzò l'occhio alla piccola e le incartò le scarpe. Il giorno dopo, in chiesa, tutti rimasero sorpresi da quelle scarpe rosse che brillavano come mele lustrate, come cuori, come prugne ben lavate. Ma alla bimba piacevano sempre di più. In giornata la vecchia signora venne a sapere delle scarpette rosse della sua pupilla. "Non mettere mai più quelle scarpe" le ordinò minacciosa. Ma la domenica dopo la bambina non potè fare a meno di mettersi le scarpette rosse, e poi si avviò alla chiesa con la vecchia signora. Anche questa volta tutti guardarono con sospetto le scarpette rosse della bambina.
Quando uscirono dalla chiesa, il vecchio soldato esclamò:
"Che belle scarpette da ballo!". A quelle parole la bambina prese a piroettare e non riuscì più a fermarsi, tanto che parve avesse perduto completamente il controllo di sé. Danzò una gavotta e poi una csarda e poi un valzer, volteggiando attraverso i campi. Il cocchiere della vecchia signora si lanciò all'inseguimento della bambina, la prese e la riportò nella carrozza, ma i piedini che indossavano le scarpette rosse continuavano a piroettare nell'aria. Quando riuscirono a togliergliele, finalmente i piedi della bambina si quietarono. Di ritorno a casa, la vecchia signora lanciò le scarpette rosse su uno scaffale altissimo e ordinò alla bambina di non toccarle mai più. Ma lei non riusciva a fare a meno di guardarle e desiderarle. Poco tempo dopo, mentre la signora era malata, la bambina strisciò nella stanza in cui si trovavano le scarpette rosse. Le guardò, là in alto sullo scaffale, le contemplò, e la contemplazione si trasformò in potente desiderio, tanto che la bambina prese le scarpe dallo scaffale e subito se le infilò, pensando che non sarebbe accaduto nulla di male. Ma non appena le ebbe ai piedi subito si sentì sopraffatta dal desiderio di danzare. Danzò uscendo dalla stanza, e poi lungo le scale, prima una gavotta, poi un csarda e poi un valzer vertiginoso. La bambina era in estasi, e si accorse di essere nei guai solo quando volle girare a sinistra e le scarpe la costrinsero a girare a destra, e volle danzare in tondo e quelle la obbligarono a proseguire. E poi la portarono giù per la strada, attraverso i campi melmosi e nella foresta scura. Terrorizzata, la bambina cercò di sfilarsi le scarpe, ma più tirava e più quelle aderivano ai piedi. E così danzò e danzò sulle più alte colline e attraverso le valli, sotto la pioggia e sotto la neve e sotto la luce abbagliante del sole. Danzò nelle notti più nere e all'alba, danzò fino al tramonto. Ma era terribile: per lei non esisteva riposo. Danzò in un cimitero e là uno spirito pronunciò queste parole: "Danzerai con le tue scarpette rosse fino a che non diventerai come un fantasma, uno spettro, finchè la pelle non penderà sulle ossa, finchè di te non resteranno che visceri danzanti. Danzerai di porta in porta per tutti i villaggi, e busserai tre volte a ogni porta, e quando la gente ti vedrà, temerà per la sua vita". La bambina chiese pietà, ma prima che potesse insistere le scarpette rosse la trascinarono via. Danzò sui rovi, attraverso le correnti, sulle siepi, e danzando danzando arrivò a casa, e c'erano persone in lutto. La vecchia signora era morta. Ma lei continuava a danzare. Entrò danzando nella foresta dove viveva il boia della città. E la mannaia appesa al muro prese a tremare sentendola avvicinare. "Per favore" pregò il boia mentre danzava sulla sua porta, "Per favore mi tagli le scarpe per liberarmi da questo tremendo fato". E con la mannaia il boia tagliò le cinghie delle scarpette rosse. Ma queste le restavano ai piedi. E lei lo pregò di tagliarle i piedi, perché così la sua vita non valeva nulla. Il boia allora le tagliò i piedi. E le scarpette rosse con i piedi continuarono a danzare attraverso la foresta e sulla collina e oltre, fino a sparire alla vista. E ora la bambina era una povera storpia, e doveva farsi strada nel mondo andando a servizio da estranei, e mai più desiderò delle scarpette rosse. solenodonte e congilio mannaro
non mi sono regolata bene con le grandezze della foto eheh..cmq sempre ttroppo genialiii studio maledettoooForse deriva tutto da uno dei tanti pomeriggio distudio fallit..ma oggi riflettevo...(azz)...riflettevo sul dolore...da cosa deriva...da dove viene e perchè.-..intanto che per dolore ho gia perso troooppi pomeriggi di studio...ma cmq mi chiedo perchè ci sono momenti in cui assapori la felicità,ti senti bene,la vita e tua,e momenti in cui le forze ti vengono a mancare,le persone sono troppo lontane per poter pensare di chiamarle e tutto diventa lungo e oscuro e impercorribile....da dove proviene il dolore?è parte della nostra vita va bene,ma parlo di quello che non ti lascia la gola in pace,che non si capisce se viene da fuori e dagli altri,che sembra che non capiscano e ti salgano di sopra,o da dentro ognuno di noi,dalle nostre insicurezze,paure,passati irrisolti,incapacità di godere di quello che abbiamo....io senza smentirmi penso che venga da dentro...voi?? |
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